Cosa sono i Dispositivi di protezione collettiva

Nell’attuale fase di emergenza pandemica dovuta al Covid-19, è emersa con forza la tematica dei Dispositivi di protezione collettiva, ossia di quelli strumenti finalizzati ad eliminare i rischi nei luoghi di lavoro, i quali dovrebbero – in una gestione ottimale della prevenzione – precedere l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, dovendo questi essere considerati un’ultima ratio.

Una corretta valutazione dei rischi è indispensabile al fine di individuare i DPC più idonei alle specifiche situazioni di rischio; altresì è fondamentale avere chiara la distinzione tra i Dispositivi di protezione collettiva e le attrezzature: queste ultime non devono essere utilizzate con materiale patogeno in quanto non possono garantire la sicurezza dell’operatore e dell’ambiente.

Nello specifico, con la definizione Dispositivi di protezione collettiva si indicano quei dispositivi di protezione che possono intervenire, in maniera più o meno efficace, direttamente sulla fonte inquinante, al fine di eliminare o ridurre l’impatto delle sostante pericolose sui lavoratori presenti in un determinato ambiente. I principali DPC intervengono sulla ventilazione degli ambienti, e si distinguono in base alla categoria di intervento, localizzata o generale.

La ventilazione per aspirazione localizzata consiste nella captazione degli inquinanti a livello del punto di emissione, prima che gli stessi possano essere inalati dagli addetti, limitandone così in modo significativo la quantità presente nel tempo all’interno dell’ambiente di lavoro.

La ventilazione generale opera per diluizione o per spostamento delle masse d’aria inquinate attraverso l’immissione di aria pulita all’interno degli ambienti di lavoro. Tale soluzione ha un’efficacia molto minore rispetto alla ventilazione per aspirazione localizzata.



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