Le categorie dei DPI

La produzione, la commercializzazione, e la classificazione dei DPI sono regolamentate dal D.Lgs. 475 del 04/12/92 modificato dal D.Lgs. 10/97. La norma prevede che ogni DPI sia singolarmente provvisto di marcatura CE e che tale marchio sia apposto in modo visibile, leggibile, indelebile (qualora ciò sia impossibile deve essere posto sull’imballaggio).

Il dispositivo deve essere accompagnato da una nota informativa, la quale deve necessariamente indicare:

  • le modalità di impiego;
  • le istruzioni di deposito, di pulizia, di manutenzione e di disinfezione.

I DPI sono classificati in tre categorie:

  • Prima categoria: dispositivi di semplice progettazione destinati a proteggere da danni fisici di lieve entità che l’operatore è in grado di valutare e percepire prima di riceverne danno (guanti per la protezione da prodotti di pulizia, scarpe da lavoro, creme barriera, indumenti di protezione dai fenomeni atmosferici, indumenti di protezione dai contatti con oggetti a temperatura non superiore a 50° C ecc.).
  • Seconda categoria: dispositivi che non rientrano in una delle altre due classificazioni.
  • Terza categoria: dispositivi di progettazione complessa destinati a proteggere da lesioni gravi, permanenti o morte che l’utilizzatore non è in grado di percepire in tempo, prima che si siano manifestati gli effetti lesivi (apparecchi di protezione delle vie respiratorie, DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall’alto, DPI da utilizzare in ambienti con temperatura non inferiore a 100° C, ecc.).


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