Covid-19, l’Italia prova a ripartire

Con il DPCM firmato ieri, 17 maggio, e in vigore dalla data odierna, ripartono la quasi totalità delle attività economiche, e i cittadini avranno la possibilità di spostarsi liberamente nell’ambito del territorio regionale. Restano ferme le disposizioni finalizzate a limitare il contagio da coronavirus, a iniziare dal metro di distanza minima da tenere tra le persone, dal divieto di assembramento e dalla temperatura  (37,5 ) oltre la quale sarà vietato uscire di casa. Restano invariati anche gli obblighi relativi all’utilizzo di mascherine e guanti: il DPCM ribadisce l’obbligo “sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza

Il Decreto investe le Regioni e le Province autonome di un ruolo fondamentale di controllo e intervento, attribuendo alle stesse il compito di accertare preventivamente “la compatibilità con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori” e di aver “individuato protocolli o linee guida per ridurre i rischi”.

Specifiche misure di sicurezza riguardano alcune attività nelle quali si realizza uno stretto contatto con il pubblico, in particolare:

– Nei ristoranti la distanza tra i clienti, anche ai tavoli, deve essere di un metro, che può essere ridotta in presenza di separatori. Si deve privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle persone che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. È vietata la consumazione a buffet. Il personale deve utilizzare la mascherina, mentre i clienti devono indossarla se non sono seduti al tavolo.

– Nei negozi fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori. Per locali di dimensioni superiori l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

– Prima dell’ingresso nei centri commerciali i clienti potranno essere sottoposti alla misurazione della febbre. Gli accessi saranno scaglionati in modo da evitare assembramenti e negli ascensori si potrà entrare soltanto se si riesce ad assicurare il mantenimento di almeno un metro tra i clienti. Bisognerà differenziare i percorsi di entrata e di uscita.

– Dal barbiere si può consentire l’accesso dei clienti solo su prenotazione e mantenere l’elenco dei clienti per 14 giorni. All’ingresso potranno esserci termoscanner. La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo del trattamento. Obbligatorio il lavaggio dei capelli. Deve esserci almeno un metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti. Per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

– Negli alberghi, alla reception possono esserci barriere fisiche e le prenotazioni devono essere gestite online. Vanno predisposti sistemi automatizzati di check-in e check-out ove possibile. L’addetto al servizio di ricevimento deve provvedere, alla fine di ogni turno di lavoro, alla pulizia del piano di lavoro e delle attrezzature utilizzate. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto sempre all’utilizzo della mascherina quando è in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.

– Per quanto riguarda le palestre, la «distanza interpersonale minima tra chi fa attività fisica non può essere inferiore a due metri». Raccomandato ai clienti «di raggiungere il sito già vestiti adeguatamente per le attività previste» oppure «di utilizzare spazi comuni per cambiarsi, muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti personali». E ai gestori di «tracciare» gli ingressi oppure consentire l’accesso soltanto su appuntamento. Per le piscine gli indumenti devono essere riposti dentro la borsa personale, in acqua va mantenuta la distanza di sette metri tra chi nuota.

– Nelle autoscuole, ’esame di guida teorico dovrà essere svolto, ove possibile, con schermi parafiato in plexiglas sui tre lati delle postazioni. Dopo la prova monitor, scrivanie e il resto andranno igienizzati. Per la pratica il candidato, l’istruttore e l’esaminatore devono indossare una maschera filtrante, visiera o occhiali protettivi, guanti monouso e devono lavarsi o igienizzarsi le mani prima di entrare nell’auto. Alla fine di ogni prova l’autoscuola dovrà pulire gli oggetti condivisi.

– In spiaggia si dovrà assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni per garantire una superficie di almeno 10 metri quadri attorno. Tra le attrezzature da spiaggia (lettini e sedie a sdraio) deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Le attrezzature vanno disinfettate a ogni cambio di persona.

Infine, per quanti riguarda i viaggi all’estero, dal 3 giugno ci sarà l’apertura di alcune frontiere, conseguentemente non saranno “soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per: Stati membri dell’Unione europea; Stati parte dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano“.

Ai seguenti link si possono scaricare il testo del DPCM e i relativi allegati.




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