Malattie correlate al lavoro: i Sistemi sentinella sono utili alla prevenzione?

Il modello delle malattie riconosciute per le quali è garantito un risarcimento non riflette la reale situazione dei luoghi di lavoro: tale convinzione è emersa nel corso dei seminari e negli studi dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (OSHA), nei quali si sottolinea come, nonostante gli obblighi informativi e gli elenchi aperti delle malattie professionali, spesso non vi è alcun sistema che consenta di definire e individuare potenziali segnalazioni di casi di malattie correlate al lavoro, nonché di rispondervi attivamente.

Qual è la soluzione a tale criticità? L’OSHA propone I’utilizzo dei “sistemi sentinella”, attraverso i quali è possibile superare questo problema raccogliendo le segnalazioni di un vasto numero di medici informati e qualificati, cosiddetti «sentinella», o di altri esperti qualificati (ad esempio, infermieri professionali).

Tali sistemi possono consentire di identificare precocemente le malattie occupazionali, inoltre sono utili per integrare i dati ufficiali sulle stesse e per istituire una prevenzione basata sull’evidenza. Le relazioni di controllo delle malattie correlate al lavoro ritenute segnali di allarme possono contribuire a individuare situazioni o luoghi di lavoro in cui occorre migliorare la sicurezza professionale e la gestione delle condizioni sanitarie.

I report pubblicati dall’OSHA analizzano i sistemi di allerta e sentinella già esistenti, descrivendo sia le potenzialità di questi ultimi – innanzitutto il fatto che consentano di rilevare i primi sintomi delle malattie sul lavoro – sia i punti deboli, innanzitutto la mancata raccolta dei dati sulla valutazione dell’esposizione del posto di lavoro, la carente copertura di alcuni gruppi di lavoratori e di malattie – come le malattie mentali.

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