Documento OSHA: allarme disturbi muscolo-scheletrici nel settore sanitario

Le malattie e disturbi muscoloscheletrici da sovraccarico biomeccanico (“DMS”) sono particolarmente diffusi tra le lavoratrici e lavoratori dell’Unione Europea, e sono una delle principali cause di assenza per malattia in molte attività. In base alle statistiche UE, circa il 25% dei lavoratori soffre di mal di schiena e il 23% lamenta dolori muscolari.

In linea con il resto dell’Europa, anche in Italia le DMS sono divenute le patologie più frequentemente denunciate all’INAIL; in base alle stime epidemiologiche, almeno cinque milioni di lavoratori svolgono abitualmente attività lavorative che prevedono la movimentazione manuale di carichi.

La prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici è regolata nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 81/2008, con specifiche indicazioni relativamente a:
• la movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI e Allegato XXXIII del D.Lgs. 81, che recepiscono la Direttiva n. 90/269 CEE);
• l’uso dei videoterminali per quanto riguarda la postura assunta durante il lavoro (Titolo VII e Allegato XXXIV del D.Lgs. 81, che recepiscono la Direttiva n. 90/270 CEE).

Il settore sanitario rappresenta uno dei comparti produttivi nel quale le malattie e i disturbi muscoloscheletrici da sovraccarico biomeccanico sono maggiormente diffusi, ed è stato posto al centro dell’attenzione in uno specifico Discussion paper dell’OSHA.

In particolare, lo studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro sottolinea come il progressivo invecchiamento della forza lavoro nel settore sanità avrà quale conseguenza un forte aumento del rischio di disturbi muscolo-scheletrici per i lavoratori.

Il documento esamina la letteratura concernente i disturbi muscolo-scheletrici nella sanità, presentandone una panoramica, esaminando i fattori di rischio e i possibili interventi per prevenire, ridurre e gestire i DMS nei luoghi di lavoro.

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