Contagi da Covid-19 nei luoghi di lavoro, i numeri al 30 giugno

I contagi da nuovo Coronavirus rilevati nei luoghi di lavoro hanno raggiunto, alla data del 30 giugno, le 49.986 unità: in base alle statistiche dell’INAIL, sono 965 i casi in più rispetto al monitoraggio del 15 giugno.

Il 71,6% dei lavoratori contagiati sono donne, con un’età media 47 anni, mentre i casi mortali sono concentrati soprattutto tra gli uomini (82,5%) e nelle fasce 50-64 anni (69,8%) e over 64 anni (19,5%), con un’età media dei deceduti di 59 anni.

Oltre l’80% delle denunce sono concentrate nell’Italia settentrionale: il 56,2% nel Nord-Ovest e il 24,2% nel Nord-Est, seguiti da Centro (11,8%), Sud (5,7%) e Isole (2,1%). La regione più colpita continua a essere la Lombardia, con oltre un terzo dei casi denunciati (36,1%) e il 44,8% dei decessi.

L’81,2% dei contagi e il 36,6% quella dei decessi sono avvenuti in ambito sanitario; seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione, il commercio e il trasporto e magazzinaggio.

Con il 40,6% dei contagi denunciati, oltre l’83% dei quali relativi a infermieri, la categoria professionale dei tecnici della salute si conferma la più colpita dal virus, seguita dagli operatori socio-sanitari (21,3%), dai medici (10,5%), dagli operatori socio-assistenziali (8,7%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,7%). L’analisi dei decessi rivela come circa il 40% riguardi personale sanitario e socio-assistenziale.

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