EAWS, come la visione innovativa dell’ergonomia può migliorare le condizioni di lavoro e la produttività

In base al dettato dell’articolo 2087 del Codice civile, “l‘imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Si tratta di un principio il quale, seppure in un percorso durato per decenni, e per taluni aspetti ancora in corso, ha innervato la normativa che regola la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, assegnando all’imprenditore il compito non soltanto di prevenire i rischi che possono portare a situazioni di infortunio o malattia professionale del lavoratore, ma di perseguirne il benessere complessivo nello svolgimento dell’attività produttiva.

Tale orientamento discende dal dettato costituzionale, in base al quale le imprese dovrebbero farsi carico di altri tipi di responsabilità che vanno oltre i risultati puramente economici, contribuendo allo sviluppo della comunità in cui si trovano ad essere integrate.

D’altra parte, è noto come i risultati delle imprese dipendano non solo da elementi concreti ma anche dai cosiddetti intagibles, quali la fiducia degli stakeholders, la reputazione e l’impegno per lo sviluppo e la coesione sociale dei contesti in cui operano o con i quali entrano in contatto.

L’attenzione a tali elementi permette alle imprese di incrementarne il valore come “istituzioni sociali”, rafforzando la loro identità, migliorando la qualità totale, divenendo quindi non solo produttori di beni economici, ma anche di capitale sociale.

Nell’idea di completo benessere psico-fisico nel luogo di lavoro, ha una centralità il concetto di  ergonomia, ossia il complesso di conoscenze che riguardano lo studio dell’interazione tra l’uomo e i prodotti della tecnica e della tecnologia, al fine di realizzare strumenti, ambienti e metodologie rispondenti alle esigenze di salute dei lavoratori.

Negli ultimi anni, diverse aziende leaders nell’automotive – Fca, Lamborghini, Volkswagen, Magneti Marelli, Volkswagen e Bosch – sono state particolarmente attive nella ricerca e nell’innovazione in campo ergonomico, attratte dalla possibilità di coniugare il benessere psico-fisico della forza lavoro con l’aumento di produttività e del livello qualitativo dei prodotti.

L’attenzione da parte delle grandi imprese agli aspetti ergonomici del lavoro è dovuta principalmente all’accelerazione del processo di trasformazione digitale, il quale consente di ripensare i processi produttivi e i modello di business, spostando gli interventi di ottimizzazione ergonomica nella fase progettuale di una nuova linea produttiva, di un macchinario o di un prodotto, piuttosto che su interventi ex post di carattere correttivo.

Al fine di comprendere la relazione con le tecnologie abilitanti l’Industria 4.0, esistono due dimensioni principali da tenere in considerazione:

– l’ergonomia biomeccanica, la quale studia l’impatto di posture e movimenti inerenti all’attività lavorativa sulla salute fisica;

– l’ergonomia cognitiva, finalizzata all’analisi degli effetti degli strumenti, delle modalità di lavoro e dell’ambiente sulla parte psicologica e cerebrale.

Esistono differenti livelli di integrazione degli aspetti sopra descritti con le applicazioni digitali: da un primo livello, nel quale le tecnologie trasformano – secondo una logica data driven – gli strumenti professionali, le pratiche (come svolgere i compiti) e le modalità di lavoro (smart working), ad un secondo livello, in cui i nuovi strumenti digitali intervengono in ambito ergonomico, come supporti per migliorarne funzionalità e prestazioni, fino al  terzo livello – caratterizzato dall’utilizzo di dispositivi wearable, sensori e realtà aumentata – e al quarto livello, l’Industria 4.0, che modifica i modelli del lavoro e rende possibile la smart factory connessa e integrata.

Nel progetto “La Fabbrica si misura” di Fca, l’utilizzo dei big data ha consentito – attraverso la registrazione del peso e della statura, nonché della provenienza di 6.000 lavoratori tra i 18 e i 65 anni in 13 stabilimenti italiani – di creare umanoidi in grado di rappresentare le fisionomie reali degli operai, al fine di realizzare postazioni di lavoro ergonomiche, allocare il personale in modo efficiente in base alle caratteristiche antropometriche, gestire meglio i dispositivi di protezione individuale senza sprechi, diminuendo in questo modo i fattori di rischio.

Nello stabilimento di Melfi, dove viene applicato il metodo ergonomico integrato Ergo-Uas, che combina tempi e metodi di produzione (Uas è un sistema Mtm – Methods-Time Measurement) con i criteri ergonomici di sforzo biomeccanico (metodo Eaws – Ergonomic Assessment Work-Sheet, standard sviluppato dalla Fondazione Ergo), Fca ha avviato uno studio osservazionale di tre anni in cui sta misurando, sulle linee di montaggio, la correlazione tra gli effetti dell’applicazione del metodo ergonomico Eaws e i disturbi fisici effettivamente segnalati dagli operatori.

Eaws – nato dal lavoro congiunto, svolto tra il 2005 e il 2008, di esperti internazionali provenienti dal mondo della medicina del lavoro, della biomeccanica e dell’ingegneria industriale, coordinati dall’IMD (International MTM Directorate) – è un sistema di screening ergonomico del rischio da sovraccarico biomeccanico, progettato per far fronte ad una valutazione del rischio di tipo olistico, ossia comprendente tutte le tipologie di rischio biomeccanico (carico posturale statico e dinamico, applicazione di forze, trasporto di carichi e movimenti ripetuti dell’arto superiore) a cui un operatore è esposto (rachide, collo, arti superiori e arti inferiori) nell’esecuzione di un compito lavorativo.

Il sistema Eaws è stato applicato per la prima volta nel 2008 dalla Fiat a Pomigliano d’Arco,  e ha trasformato lo stabilimento partenopeo in un benchmark internazionale per il settore (con picchi di aumenti di produttività del 35%). Nella fabbrica Fca di Pomigliano d’Arco è attivo un sistema computerizzato (Ergo-Uas ) finalizzato a monitorare i  54.000 movimenti necessari per assemblare una piccola Panda e a misurare la fatica degli operai.

Nelle fabbriche in cui viene applicato – l’automotive è  il settore apripista a livello globale – il sistema Eaws non solo ottimizza le condizioni ergonomiche e riduce le malattie professionali di chi lavora in linea di montaggio, ma contribuisce in modo significativo al miglioramento delle performance produttive, riduce il tasso di assenteismo e di fatto rende più agevoli le relazioni sindacali.

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