Divieto di licenziamento, proroga fino al 31 gennaio 2021

Il Decreto Legge n. 137/2020, “Decreto Ristori”, pubblicato lo scorso 28 ottobre in Gazzetta Ufficiale, ha disposto il blocco dei licenziamenti fino al prossimo 31 gennaio 2021, sebbene il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbia già annunciato la volontà di prorogare ulteriormente tale scadenza al 31 marzo 2020.

Nello specifico, il provvedimento – giustificato dalla crescita impetuosa dei contagi da Covid-19, che riguardano anche numerosi lavoratori – del Governo prevede il divieto per il datore di lavoro di intimare licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nonché di avviare procedure di licenziamento collettivo.

Non vi sono state invece modifiche riguardanti le ipotesi di licenziamento per ragioni economiche già previste dal “Decreto Agosto”, di seguito descritte:

– cessazione definitiva dell’attività di impresa, conseguente alla messa in liquidazione della società, senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nel caso in cui nel corso di tale liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento di azienda o di un ramo di essa (art. 2112 c.c.);

– accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono all’accordo;

– fallimento senza esercizio provvisorio dell’impresa.

Allo stesso modo, sarà possibile recedere dai rapporti di lavoro con i Dirigenti, ai quali non si applica la legge n. 604/1966, citata espressamente anche dal nuovo Decreto.

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